Registrati /Login
impro_back

Associazione Nazionale

Improteatro è un associazione culturale nazionale il cui obiettivo è promuovere e diffondere l’arte dell’improvvisazione teatrale. Tale obiettivo è perseguito tramite le scuole e le associazioni teatrali distribuite su tutto il territorio italiano. Queste sono attualmente 23, operano in più di 30 città e contano oltre 1.000 associati.

I soci di Improteatro puntano sull’associazione per crescere artisticamente in un’ottica di tipo associativo. Improteatro è infatti promotrice di attività di “mutuo scambio”, sia nazionali che internazionali, e organizzatrice di attività teatrali e non, finalizzate alla crescita professionale ed amatoriale dei propri soci. I soci Improteatro possono contare sull’organizzazione di incontri e raduni di livello nazionale, europeo e mondiale che favoriscono uno scambio culturale ed artistico continuo con associazioni teatrali facenti parte di un circuito presente in oltre 20 nazioni.

Improteatro promuove l’improvvisazione teatrale in tutte le sue forme. L’obiettivo è perseguito sia a livello di spettacolo che di formazione attraverso:

  • Produzione e messa in scena spettacoli
  • Organizzazione di rassegne e festival teatrali
  • Scuola Nazionale d’Improvvisazione Teatrale
  • Stage e Workshop

Tutte le attività sono volte alla crescita amatoriale e professionale degli associati, alla divulgazione dell’arte improvvisativa verso il pubblico, alla condivisione di conoscenze e idee tra soci e associazioni, all’ideazione di nuovi format indagando tutte le potenzialità dell’improvvisazione teatrale.

STORIA

Improteatro è radicata nell’importante tradizione della “Commedia dell’arte”. Associazione relativamente giovane, è nata nel 2006 per mano di un gruppo di improvvisatori provenienti da tutta Italia, attori professionisti con importanti carriere alle spalle, con background ed esperienze differenti, ma un’unica grande passione, quella per l’improvvisazione teatrale.

La passione è cresciuta sempre più e ha contagiato le migliaia di associati che ogni anno entrano nell’associazione come studenti dei corsi e restano per diventare amatori o professionisti.

In questi anni sono cresciute le sedi locali che hanno chiesto di associarsi; è cresciuto il numero dei corsi attivati in ogni angolo della penisola; è cresciuto il numero degli spettacoli, inscenati dai membri di Improteatro. A partire dai grandi teatri metropolitani per arrivare alle piccole fiere di paese, i soci allestiscono piccoli e grandi spettacoli per divertire, divertirsi e far conoscere al pubblico l’appassionante arte che li unisce.

Oggi Improteatro è diventata il punto di riferimento italiano, per l’Italia e per il mondo, per quel che concerne l’universo dell’improvvisazione teatrale.

IMPROVVISAZIONE TEATRALE

Quando si parla di improvvisazione teatrale bisogna subito chiarire la differenza tra questa e l’improvvisazione solitamente nota, ovvero con il mezzo che viene usato dall’attore per raggiungere determinate intenzioni, emozioni o personaggi, facendo muovere la propria spontaneità. In questo senso l’improvvisazione è una fase del processo di preparazione di una rappresentazione già studiata da grandi pedagoghi e registi, soprattutto nel ‘900, quali Stanislavskij, Grotowski, Coupeau.

L’improvvisazione teatrale è invece quella vasta gamma di spettacoli teatrali, sviluppatisi nel secondo ‘900 grazie al lavoro di alcune figure fondamentali come Viola Spolin, Keith Johnstone, Robert Gravel, Del Close, in cui il testo scritto è totalmente assente, o, se presente, è ridotto all’essenziale. Gli attori, o meglio, gli improvvisatori non basano la loro interpretazione su una sceneggiatura. Al contrario diventano essi stessi autori dello spettacolo mentre questo prende vita.

È poi comune, in quasi tutte le tipologie di questi spettacoli, l’assenza di una figura registica. Uno spettacolo di improvvisazione teatrale si può definire come uno spettacolo di cui si è contemporaneamente autori, registi e attori.

Il fascino indubbio che l’improvvisazione teatrale esercita sull’attore e sullo spettatore deriva dalla contemporaneità tra nascita dell’evento artistico e godimento dello stesso, dalla consapevolezza della partecipazione a un evento creativo unico e non ripetibile, basato su codici di lavoro e di linguaggio comuni.

I FORMAT

I format dell’improvvisazione teatrale si dividono essenzialmente in due categorie: “short form” e “long form”. Come gli stessi nomi suggeriscono, anche ai meno anglofili, si tratta di tipologie di spettacolo che prevedono un approccio nettamente differente.

  • Le “short form” sono storie brevi, che durano solitamente pochi minuti, che non presentano alcun legame fra di loro se non quello della cornice esterna.
  • Le “long form”, invece, sono spettacoli nei quali le improvvisazioni sono legate tra loro da una o più informazioni, o sono costituiti da un’unica e lunga improvvisazione.

Esistono centinaia di format d’improvvisazione teatrale. Improteatro promuove, oltre a numerosi altri format di Long e Short form, in particolar modo i seguenti:

IMPRÒ

E’ il format principe dell’improvvisazione teatrale italiana. Due squadre di improvvisatori (composte ognuna da 4 giocatori) si affrontano sul palco dando vita a una serie di brevi improvvisazioni che prendono spunto dai suggerimenti del pubblico. E’ lo stesso pubblico, improvvisazione dopo improvvisazione, a determinare quale delle due squadre ha improvvisato meglio. I punteggi vengono raccolti da un “notaio”, anch’egli sul palco, il cui ruolo è decidere le categorie sulle quali lavoreranno gli improvvisatori, infliggere penalità, o premiare con dei punti le cose ben fatte.

CATCH IMPRÒ

E’ la short form più veloce e spericolata. Due squadre da 2 elementi, abbigliate in maniera simpatica e folle (ispirandosi in un certo senso alla tradizione dei luchadores messicani) si affrontano al centro di un ring, domati da un arbitro implacabile, fino all’ultima battuta. Le improvvisazioni partono sempre dai suggerimenti del pubblico e alla fine lo stesso pubblico determinerà la squadra vincitrice.

HAROLD

E’ uno dei format più longevi. Inscenato per la prima volta in California nel 1967, l’Harold prevede la realizzazione di alcune brevi improvvisazioni legate fra loro dai suggerimenti che il pubblico ha offerto all’inizio dello spettacolo.