Episodica Fase 1 al Viper Theatre di Firenze
SAGGIO SPETTACOLO DI IMPROVVISAZIONE TEATRALE
Al termine di un primo ciclo di laboratori di formazione, un teatro che non ti aspetti: un abbozzo di situazione, uno scheletro di storia, qualche informazione iniziale chiesta al pubblico e si va in scena! Personaggi, eventi, luoghi, conflitti, tragedie quotidiane, vicende comiche, drammi, risate, colpi di scena… tutto il resto è improvvisazione teatrale! E di quella vera…
Lo spettacolo sarà messo in scena dagli attori del laboratorio Episodica Fase 1 condotto da Daniele Marcori e Alberto Di Matteo:
Umberto Cesaro, Patrizio Cossa, Alessio De Carli, Cristiana De Maio, Luigi Lescarini (ROMA) - Margherita De Michelis (TORINO) - Serena Del Granchio, Lorenzo D’Amato (BOLOGNA) - Claudia Gafà (PADOVA) - Alessandro Bindi, Gabriella Di Tanno (FIRENZE).
Ringraziamo anche gli altri attori che non potranno essere presenti per la serata: Gloria Cardelli, Ilaria Tucci, Fulvio Traversoni, Leonardo Greco.
DOMENICA 4 MAGGIO ore 21.30
VIPER THEATRE
Via Pistoiese - Via Lombardia
Le Piagge - FIRENZE
Ingresso Libero
Cosa è EPISODICA
Lavoriamo da molti anni con l’improvvisazione teatrale come docenti, attori, registi e autori. Crediamo che sempre di più l’improvvisazione debba avvicinarsi al teatro e sfuggire dalla pura animazione, dal banale intrattenimento. Se così sarà, il “recitare all’improvviso” potrà nutrire l’ambizione di andare “oltre” il teatro stesso: essere strumento concreto di formazione dell’individuo, del professionista, dell’educatore, dello psicologo, dell’operatore sociale ecc.
Ma per perseguire tale obbiettivo, l’improvvisare dell’attore deve essere insieme divertimento, piacere, arte e scienza. Sì, avete letto bene: scienza… Per questo chiediamo ad attori e allievi di improvvisare sopra strutture drammaturgiche, cioè su una serie di schemi composti da consegne formali, delle specie di “scheletri” di storia, che sorreggano e guidino la fantasia e la libertà dell’interprete. Lavoriamo insomma per un teatro che si situi stabilmente sulla frontiera fra il Caos e l’Ordine. D’altra parte l’esperienza ci ha insegnato che si improvvisa sempre “sopra”, “a partire da…”, “riguardo a…” o addirittura “contro” qualcosa.
Nei limiti del possibile cerchiamo di praticare una certa qual continuità e contiguità fra le cose che insegniamo e il teatro che mettiamo in scena (non è poi così scontato…). E così da spettacoli, letture, mise en espace nascono e si trasformano esercizi, pratiche e strumenti di lavoro. E anche viceversa naturalmente: dagli esercizi e dai laboratori nascono messe in scena, saggi, dimostrazioni pubbliche, nuovi format e spettacoli.
Abbiamo condotto al Viper 4 laboratori intensivi (1 al mese circa) a cui hanno partecipato allievi-attori provenienti da tutta Italia. Da questi laboratori nasce, come quasi sempre, la necessità di condividere e verificare con il pubblico la bontà e la qualità del lavoro svolto. E dagli stessi laboratori nasce l’idea dello spettacolo-saggio di stasera: mettere insieme e in sequenza alcuni di quegli “scheletri” di storia e farne una specie di “maxi-scheletro”, su cui i nostri allievi-attori possano mettere la “carne” o la “ciccia” della più genuina improvvisazione teatrale.
Non dunque l’immortale classico in scena. E neanche il monologo del comicocabarettistaaffabulatore. Un teatro, invece, che per attori e pubblico è azzardo, rischio, imprevisto, sorpresa, in cui comico e tragico possono mescolarsi in forme inconsuete e inaspettate, un teatro che vive di attimi, attimo per attimo inventato lì per lì. Noi stessi non sappiamo di questo passo dove andremo a finire!