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Il teatro della Bi-logica

20 Mar 2012

20 marzo 201203:03

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Se un attore cerca di essere credibile nel vivere un personaggio può rinunciare ai suoi sogni?

Frequenza: 1 w.e. al mese (per un tot di 4 w.e.). 14 ore di lavoro per weekend dalle 11.00 alle 19.00.
Date: 21/22 gennaio - 18/19 febbraio - 17/18 marzo - 21/22 aprile
Docente: Daniele Marcori
Requisiti base: esperienza teatrale e/o di improvvisazione teatrale biennale. 

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Se un attore cerca di essere credibile nel vivere un personaggio può rinunciare ai suoi sogni?
 
Il Teatro della Bi-Logica spinge l'esplorazione dell'attore non solo nel territorio della veglia (conscio) ,ma anche in quella del sogno (inconscio).
Grazie ad una serie di tecniche e strutture drammaturgiche ed esperienziali sposteremo il codice narrativo della scena teatrale da un campo all'altro, tanto da creare una nuova drammaturgia che fondi le due realtà percepite.
 
Il teatro della bi-Logica esplora le potenzialità dell'attore, portandolo agli estremi delle proprie possibilità. Attraverso training specifici, strumenti propedeutici e veri e propri schemi narrativi di improvvisazione teatrale ricavati dalla drammaturgia contemporanea, l'attore bi-Logico si muoverà non solo nel campo delle condizioni umane nello stato di veglia (conscio), ma anche in quelle più misteriose dello stato della fase REM dei sogni (inconscio). L'attore bi-Logico quindi, apprenderà regole e codici tipici dei sogni e perfezionerà, così, il livello di conoscenza del proprio personaggio, impossessandosi anche dei suoi sogni.
 
Il percorso prende spunto dalla metodologia portata avanti dal drammaturgo Josè Sanchis Sinisterra e si amplia con altre contaminazioni, dove il teatro, l'improvvisazione, il mondo emotivo e relazionale, ma anche la matematica, la fisica, l'insiemistica si incontrano per svelarci delle strade nuove da portare in scena.
 
Le fasi di lavoro affronteranno varie tematiche :
ñ                togliere il superfluo
ñ                mettere l'attore nella condizione di non poter comunicare (immobilità , silenzio, vuoto, buio)
ñ                Pratica sugli esercizi impossibili.
ñ                Strutture drammaturgiche di improvvisazione teatrale (con approccio matematico e codifica delle dinamiche attoriali ) dove gli attori sono definiti come variabili di un sistema.
ñ                Passaggio dalla comicità alla tragicità (poetica)
ñ                Come ottenere un risultato auspicato con l'improvvisazione.
ñ                Studio di piccoli testi ed applicazione di strutture di improvvisazione.
ñ                Concetto di sistema e di attema. Studio dei sistemici come esplorazione di una scena e delle relazioni.
ñ                Il rapporto fra il conscio e l'inconscio nella narrazione.
ñ                Azione scenica asimmetrica e simmetrica.
 
Sebbene i riferimenti scientifici siano frequenti, l'attore con le sue emozioni, con il suo corpo, con i suoi gesti e il suo istinto, sarà alla base del lavoro.
In ogni passaggio l'attenzione sarà incentrata sull'altro, sulla relazione con l'altro, poichè i fatti, le cose che accadono sono frutto delle relazioni.
L'attore è come una punta dell'iceberg che mostra solo una piccola parte del mondo che contiene e per questo il nostro attore imparerà a lasciare dei vuoti (apparenti) dove lo spettatore si occuperà di inserire il proprio punto di vista personale.

Daremo gli strumenti all'attore in modo che riesca a ricreare l'obbiettivo voluto in quella scena, pur improvvisandola.