L’attore e la maschera nella Commedia dell’Arte. - Stage internazionale diretto da Fabio Mangolini

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L’attore e la maschera nella Commedia dell’Arte.
Stage internazionale diretto da Fabio Mangolini

Finale Emilia (Mo) 6-26 luglio 2009




DUE PAROLE SULLA COMMEDIA DELL’ARTE
“Commedia degli Zanni”, “Commedia dei Buffoni”, “Commedia dell’Arte”. Siamo nella seconda metà del XVI secolo. Gli attori elevano il loro mestiere, fino allora considerato come basso ed infamante, al rango di arte portandolo in pochi anni dalle piazze ai luoghi di potere dell’epoca: le Corti europee.

L’arte dell’attore viene riconosciuta, è riconosciuto il professionismo del teatro. Gli attori creano personaggi vicino ai caratteri della gente, rubano dei tipi alla vita quotidiana e li rendono accessibili ad ogni pubblico, li rendono universali e per questo li stilizzano, li rendono grotteschi. Usano per il loro scopo le maschere.

È così che la maschera, di cui si trovano le radici nelle feste e nei riti dei Carnevali del Medio Evo, diventa oltre a mezzo grottesco anche strumento, utensile di lavoro, come quello di qualsiasi artigiano. La Commedia dell’Arte, d’altra parte, converte l’attore in artigiano del teatro capace di trasformare i materiali della vita quotidiana in un repertorio da utilizzare sulla scena. La Commedia dell’Arte passerà poi alla storia del teatro ance come “Teatro all’improvviso”. Per anni si darà al termine di “improvvisazione” un significato leggendario, come se tutto ciò che avvenisse sulla scena non fosse altro che il frutto dell’ispirazione dell’attore in un momento di folgorazione drammatica. Niente di più falso. E niente di più studiato e lavorato, addirittura cesellato, dell’improvvisazione dei commedianti del’Arte. Si trattava di vere e proprie partizioni che gli attori si passavano di generazione in generazione quasi fossero degli utensili, gli strumenti dell’arte. Venivano tramandati per “Centoni”. Questi erano una specie di breviari, preziosamente custoditi da ogni attore, contenenti estratti di scene, lazzi, giochi comici, canzoni, da cui gli attori potevano attingere al momento dell’improvvisazione. E il “Centone” di ogni attore si arricchiva nel corso della carriera che si legava indissolubilmente alla vita del personaggio che quell’attore interpretava.

Teatro di professionisti uniti in compagnie, sodalizi capaci di resistere nel tempo come “I Gelosi” di cui si hanno notizie per più di cinquant’anni. Ciò significa vitalità di una forma artistica oltre che adattamento a diverse condizioni storiche. Teatro di professionisti e teatro d’esportazione, visto che in pochi anni la Commedia dell’Arte, nata nel triangolo Venezia-Bologna-Milano, viene esportata in tutta Europa con grande successo. Quindi un teatro accessibile ad ogni pubblico, un teatro popolare che va al di là delle barriere linguistiche e regionali.

Se un’espressione artistica nasce da un adattamento, da una stilizzazione della realtà, dalla ricerca di un pubblico e dalla necessità di coltivare i suoi gusti, così la Commedia dell’Arte propone dei tipi universali, dei linguaggi semplici e diretti, un teatro popolare che si rende presto universale.




Programma dello stage

- Il corpo carnevalesco
- Elementi di scherma teatrale.
- Elementi di acrobatica teatrale.
- Studio di madrigali.
- La maschera come utensile
- La tecnica e il ritmo della Commedia dell'Arte
- Tecniche d'improvvisazione
- Creazione di un "canovaccio" di Commedia dell'Arte.



Piano dello stage (stage intensivo)

1ª settimana Il corpo carnevalesco
2ª settimana La maschera – l’utensile. La tecnica e il ritmo nella commedia dell’Arte
3ª settimana Tecnica dell’improvvisazione. Costruzione e presentazione di un canovaccio




Obiettivi

Scoprire i meccanismi di una delle più grandi tradizioni, si tratta di offrire degli strumenti per un'arte esatta al servizio della quale l'attore mette il suo talento e la sua capacità

L'obiettivo finale è anche quello di presentare, alla fine dello stage, un "canovaccio" in pubblico.



Durata
Dal 6 al 26 Luglio 2009, otto ore giornaliere



Costo

La quota di partecipazione è di euro 650

Sono previste forti agevolazioni per il vitto e l’alloggio su richiesta dei partecipanti.

Corso + vitto

Corso + vitto e alloggio

Corso + alloggio



Informazioni ed iscrizioni
www.fabiomangolini.com
www.associazioneculturalevenere.it
www.comunefinale.net
info@fabiomangolini.com

Cel: 348 2569601





Fabio Mangolini, già allievo di Marcel Marceau, con una vasta esperienza in Europa, America e Giappone come attore, regista e insegnante, ha praticato e pratica tuttora la Commedia dell’Arte. Specializzato nei ruoli di servitore (Arlecchino, Pulcinella, Zanni, Sganarello…), ha insegnato Commedia dell’Arte all’Ecole Internationale de Mimodrame Marcel Marceau di Parigi e in diversi stages internazionali (Italia, Spagna, Francia, Giappone, Stati Uniti, …). Attualmente insegna alla Real Escuela de Arte Dramático (RESAD) di Madrid, alla Richmond University, al Conservatore de Art Dramatique di Bruxelles e all’Academie de l’Union di Limoges. La sua conferenza/spettacolo sulla Commedia dell’Arte“Il lazzo della mosca e altre storie” è stata presentata in Giappone, Stati Uniti, Francia, Spagna, Irlanda, Norvegia, Italia, Belgio, Germania, Cile, El Salvador sempre con identico successo.

Rita Perdetti (insegnante di canto), nata a Ferrara, ha iniziato gli studi musicali con il M° Giordano Tunioli.
Nel 1990 si è diplomata in Canto al Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia, sotto la guida di Pamela Hebert, perfezionandosi poi con Hilde Zadek a Riva del Garda e con Gigliola Bonora nella sua città. Dal 1981 al 1993 ha fatto parte del Gruppo Corale e Strumentale da Camera “Luzzasco Luzzaschi” di Ferrara, diretto dal M° G. Tunioli, e dal 1993 al 2000 è stata componente del Coro Ferrara – Musica, con il quale ha partecipato alle produzioni liriche del Teatro Comunale di Ferrara, sotto la direzione dei Maestri Claudio Abbado, John Eliot Gardiner, Yoram David e Liu Jia. Nel 1993 ha debuttato come protagonista ne "Il Signor Bruschino" di G. Rossini nell'ambito del Festival Euroclassik di Pirmasens in Germania.
Nel 1994 ha cantato nel ruolo di Giovinetta del Coro ne "Le Nozze di Figaro" di W. A. Mozart, diretta da C. Abbado, al Teatro Comunale di Ferrara.
Nel 1995 ha ricoperto con successo il ruolo di Gilda nel "Rigoletto" di G. Verdi e nel 1996 quello di Serpina ne "La Serva Padrona" di G. B. Pergolesi, presso l'Arena di Palazzo Bellini a Comacchio. Dal gennaio 1999 fa parte dell’"Athestis Chorus" di Este, diretto dal M° Filippo Maria Bressan, nell'ambito del quale ha cantato con Maestri quali J. Tate, M. Fournellier, M. Corboz, G. Gelmetti e E. Inbal. Dal 2000 è Maestro Collaboratore dell’Accademia Corale “Vittore Veneziani” di Ferrara, di cui cura la preparazione tecnico - vocale, e dal 2002 dirige l'ensemble "I Madrigalisti".
Nel marzo 2004 a Bologna ha partecipato ad un Masterclass di Tecnica Vocale Voice Craft E.V.T.S. di I° e II° livello, tenuto da Elisa Turlà.
Svolge attività concertistica come solista, in collaborazione con vari gruppi strumentali ed orchestrali, prediligendo la musica sacra e barocca e la musica da camera.
E’ laureata in Lettere Classiche (Università di Bologna) e insegna Canto e Tecnica Vocale presso la Scuola Provinciale per Strumenti a Plettro e a Pizzico “G. Neri” di Ferrara.





Le maschere utilizzate sono state create

da Donato Sartori e da Ninian Kinner Wilson.




Donato Sartori
Mondialmente conosciuto per le sue maschere che perpetuano la tradizione della Commedia dell’Arte recuperata da suo padre Amleto. Dirige il “Centro Maschere e Strutture Gestuali” ad Abano, considerato da anni come un punto di riferimento fondamentale per tutte le attività relative al mondo della maschera e delle sue tradizioni.



Ninian Kinner Wilson
Dopo essersi diplomato nel 1976 alla Scuola di Belle Arti di Liverpool, studia e lavora con Carlo Boso e con il fabbricante di maschere veneziano Stefano Perrocco. Dal 1981 al 1986 lavora come attore con la compagnia inglese “The Unfortunati”. Dal 1986 crea maschere per compagnie inglesi, francesi, italiane, spagnole, danesi e belghe; I suoi lavori sono stati esposti in Francia e Gran Bretagna.
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