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L'inedito-Singing in the Dark

08 Lug 2014

08 luglio 201401:07

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L'inedito-Singing in the Dark

8 luglio 2014 Recensioni

Quarta Parete
Questa fiaba nera, liberamente improvvisata, è una delle nuove proposte che l'Improteatro Festival, alla sua seconda edizione, ha portato in scena quest'anno.

Metti una sera diversa, una passeggiata all'interno della Mostra d'Oltremare per scoprire che quel luogo si è trasformato in uno scenario perfetto per un Festival teatrale.
Infatti, dal 3 al 27 luglio, l'Improteatro ha scelto la Campania come location per dar vita alle sue performance d'improvvisazione, tra Napoli, Mercogliano, Castellammare di Stabia, Pioppi, Pompei e Salerno.

L'improvvisazione, una pratica a teatro di cui forse si conosce troppo poco e che, con faciloneria, viene declassata a genere minore, in realtà ha la sua ragion d'essere nella disciplina, nel rigore e nell'attenzione all'ascolto dei propri compagni in scena e del pubblico in sala, che sono gli ingredienti necessari affinché prenda forma una pièce ben strutturata e di senso compiuto.
È quanto accaduto il 6 luglio, presso il padiglione 10 della Mostra, allestito per l'occasione con un palco. Su di esso, vestito solo di un fondale nero e delle quinte, poiché qualsiasi elemento scenografico avrebbe contestualizzato a priori l'intreccio narrativo, che invece è un continuo work in progress da farsi tra chi è al di là e chi è al di qua della quarta parte, una tastiera e un paio di sedie, su cui hanno preso posto Marco Biondi, curatore delle musiche, e Sean MacCann, il trainer inglese che ha guidato e motivato gli improvvisatori.
Singing in the Dark è una fiaba musicale, d'ambientazione gotica e dalle atmosfere trasognate e grottesche, derivata dai racconti e dal cinema di Tim Burton.

Universale nei temi, che costituiscono il canovaccio, molto esile, su cui si muovono i protagonisti, la sua caratterizzazione particolare è decisa dalla platea, detentrice di alcune regole del gioco, che definisce luogo e oggetto-strumento attorno ai quali ruota l'intero plot, attraverso canzoni e dialoghi scritti e recitati al momento.
L'inter-attività degli spettatori, coinvolti tramite le loro scelte, come registi insieme agli attori, che disegna una narrazione unica ed irripetibile, sempre diversa, è la cifra vincente del teatro d'improvvisazione, che grazie a questa sua peculiarità ha un forte potere d'attrazione.

Foto Novella Palomba
Foto Novella Palomba

Solitudine, ricerca dell'umanità in figure apparentemente dis-umanizzate, rivalsa e rivincita dell'outsider, "l'adolescente gotico", antieroe per eccellenza che sfida il mondo precostituito e i suoi dettami rigidamente convenzionali, tanto caro alla poetica burtoniana, sono la miccia che accende la storia d'amore tra, Rose, abitante della DISCARICA e un uomo nuovo, di CIOCCOLATA. Ecco le due parole chiave, il luogo e l'oggetto-strumento di cui prima, che, per quella sera, hanno determinato l'intera messinscena.
Sullo sfondo si delinea sempre più presente il tema della creazione, come nascita di un personaggio, come desiderio-necessità della giovane di avere qualcosa in più di ciò che ha, forse quel cuore che comincia a battere nel suo petto, quando s'innamora, ma anche come tutto ciò che si sta svolgendo ex abrupto davanti agli occhi divertiti degli astanti.

Dopo le consuete peripezie, che vedono alternarsi la fuga e la prigionia di Rose, la corsa contro il tempo del suo amato che si precipita a liberarla, l'antagonismo degli spalatori di spazzatura che avversano il sogno dei due, si ristabilisce l'ordine, anzi si trova un accordo tra quei due universi così lontani, che nella loro diversità scoprono il modo di collaborare e convivere insieme.

Deborah Fedrigucci, Lara Mottola, Mariadele Attanasio, Renato Preziuso, Roberto Garelli, Susanna Cantelmo, Tiziano Storti sono stati capaci di tradurre poco più di un'ora di teatro, in risate, battute e movimenti scenici fortemente ironici, all'insegna della leggerezza che soltanto la semplicità sa donare, senza mai risolversi in superficialità.
L'arguzia di alcuni botta e risposta ha sottolineato come spontaneità e intelligenza artistica sono le padrone assolute per la resa del lavoro collettivo e anche l'assenza di sceneggiatura, qui non è da considerare sottrazione o mancanza, bensì fattore scatenante che conduce la creatività, l'immaginazione e la fantasia a determinare le emozioni.

Antonella D'Arco