Mondial d'Improvisation: Belgio profeta in patria ma ottima Italia!

reduci felici
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Il sottotitolo dice tutto: reduci, in quanto alle prese con influenze, tossi, in un ostello bruxellese trasformatosi in sanatorio, in cui il grido di salvezza era "tachifludec"; e felici, perché abbiamo vissuto momenti di intensa piacevolezza, tra noi come "équipe italienne" e con le altre squadre, composte quest'anno da persone molto in gamba, con cui è stato bello chiacchierare, confrontarsi sull'improvvisazione ma anche ridere, scherzare e "faire la fete".

Abbiamo visitato un sacco di posti in Belgio, visto che ogni sera lo spettacolo aveva una location differente, anche a due ore di macchina da Bruxelles (ma con i furgoncini dello sponsor Volkswagen - avete letto bene! - il viaggio passava veramente liscio).

Gli spettacoli visti sono stati tutti come minimo buoni, alcuni ottimi, altri addirittura eccellenti: l'incontro Belgio-Québec (durante il girone, non quello della finale, viziato da paure, stanchezze e competitività) è stato magistrale, ricordiamo ancora con i lucciconi l'improvvisazione "chorale" (come il film Babel, per intenderci, quattro storie che nascono indipendenti e poi si intrecciano), durata 20 minuti, ben interpretata, con una drammaticità sapientemente gestita e un finale strappalacrime.

L'Italia ha un bottino povero di risultati (lo score dice che abbiamo battuto solo la Francia, pur con ampio margine) ma ricco di esperienza ricevuta: possiamo dire - come ci hanno sottolineato gli amici di Oltralpe e di Oltreoceano - che l'Italia ai Mondiali non è più la squadra simpatica che parla malino il francese e che conquista perché è buffa, ma finalmente abbiamo un'identità improvvisatoria francofona. Ciò ci fa molto onore!

Tra noi, belle improvvisazioni in "comparata" (con buon spirito di squadra e buon ascolto) e appassionanti miste: ricordiamo soprattutto lo spettacolo contro il Québec, dove sia nelle improvvisazioni lunghe, sia in quelle brevi, i nostri Tiziano, Maria Adele, Michele, Claudia e Simone, sono stati davvero bravi, utilizzando l'energia giusta e la fiducia necessaria per giocare insieme ai "fenomeni" nordamericani.

Dobbiamo infine ringraziare gli amici di Improteatro che sono venuti a trovarci, nel primo e nel secondo weekend: da Roma, Milano, Brianza, Padova. Grazie per esserci stati vicini soprattutto nei primi giorni della nostra avventura, quelli in cui si rompe il ghiaccio, che ci hanno permesso poi di vivere in armonia tra noi e in un bel clima con le altre squadre.

Arrivederci a Ginevra 2010! (senza dimenticare le 10 e più trasferte amatori che ci attendono da gennaio a maggio... state collegati!) 

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