Verso il campionato nazionale di Improjunior
PAVIA vs TORINO 28 – 32
Ben di più che “una sgambata”, l’incontro ormai tradizionale (ci siamo trovati a Torino lo scorso anno) tra i Longobardi e i ragazzi della Mole è stato anche quest’anno un momento di festa e di prodezze improvvisatorie.
Panchina lunghissima per i pavesi con cui ha dovuto cimentarsi il coach più giovane d’Italia (Giò Polgatti, gia “amatore” più giovane d’Italia) ben 13 rappresentanti equamente divisi tra “nonni” (secondo anno di Imprò) e “primini”. Stessa ripartizione per i torinesi guidati da Daniela Lusso, ma con una panchina meno congestionate (7 elementi).
A guidare la giuria d’onore c’è il Prof. Davide Arcuri di Milano, coadiuvato dall’Amatrice Micol Modica (Piombino) e dall’allieva imprò di Melegnano Marta Bertolotti. Il “giudice di linea” Franz Di Maggio dà il fischio iniziale con una ventina di minuti di ritardo tanto c’è voluto per far accomodare il numeroso pubblico accorso al chiostro quattrocentesco posto nel pieno centro di Pavia e sede del prestigioso Liceo Taramelli. Belle le coreografie iniziali con Torino che già dalla “corrida” iniziale fa capire di essere in gran forma. Si parte con il riscaldamento di scena: le “statue dei vizi capitali”, le “cartoline dal mondo” e le “macchine di trasformazione” danno ritmo e divertono il pubblico. Che risponde assegnando un bel 5-4 per Pavia.
Il proverbio che dirige tutti i finali d’improvvisazione “Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino” viene usato a partire dal primo “ensamble” un classico “toast” che vede protagonisti uno spremiagrumi e un mercoledì. Gli irruenti pavesi provocano una tempesta di sabbia che costringe il presidente della giuria d’onore (particolarmente elegante) ad assegnare un punto di penalizzazione. Le due squadre marciano in perfetta parità fino al primo duello di abilità. Ai torinesi viene assegnata dal giudice di linea una categoria “all’ultimo respiro” mentre i pavesi si cimentano con un “poeta straniero” di lingua tedesca. Prevalgono i torinesi che passano in vantaggio. Nell’ “ensamble” successivo avviene la dèbacle dei pavesi. Viene proclamata una categoria “acrostica, dalla A alla Z e ritorno, con penalizzazione di un punto per ogni errore e sostituzione del giocatore errante”. Torino sfodera un gigantesco Alessandro Cebrian Cobos che debella ben 4 pavesi con conseguenti 4 punti di penalizzazione e un terribile K.O. per 5-0 in questo set.
Inizia quindi una disperata rimonta dei bianchi giocatori di casa a partire dal successivo duello di tipo televisivo in cui ai pavesi viene assegnata la programmazione culinaria “Rigetta la ricetta”, e ai torinesi la pubblicità progresso di un improbabile lotta contro l’estinzione della stradolina. Prevalgono 5-2 i pavesi e riaprono la partita. I tre game finali sono un ensamble “monologhi passaparola con stop and go dell’arbitro”, un duello tecnico (per Torino gli “spazi emozionali” , per Pavia “Qui, Quo, Qua”) e il tradizionale ensamble finale tra i capitani a suon di suggerimenti scritti dal pubblico sui “post-it” . Quindi nei due successivi game entrambe le squadre, come in tutte le amichevoli che si rispettino, provano soluzioni nuove e inedite, lanciando nella mischia i più giovani: si assiste a due bei pareggi (3-3 e 4-4) che fanno salire la tensione per il finale. La capitana pavese Elisa Mandirola dà il meglio di se in un’improvvisazione dai ritmi velocissimi ma è ben marcata dal capitano dei “neri” torinesi Francesco Taglialatela. Si chiude tra gli applausi a scena aperta una pioggia di “5” da parte del pubblico e l’approvazione e i complimenti del presidente della giuria d’onore, prof. Arcuri. Dopo un’ora e venti di spettacolo si chiude tra abbracci e complimenti reciproci e l’appuntamento fissato per Bologna al campionato nazionale del 20 aprile prossimo.
LE SQUADRE:
TORINO: Francesco Taglialatela (cap.), Alessandro Cebrian Cobos, Margot Cerutti, Tiziana Comito, Dino Iacovone, Fabrizio Lupoli, Mario Morabito. Coach: Daniela Lusso
PAVIA: Elisa Mandirola (cap.), Gaia Comaschi, Giulia Scattini, Giovanni Cappa, Leonardo Arienzo, Lorenzo Pattarini, Marzia Tani, Greta Sclavi, Pietro Lecce, Romina Savioni, Francesco Coronelli, Cecilia Spallarossa, Tommaso Loiacono. Coach: Giò Polgatti.
Giuria d’onore: Davide Arcuri (presidente), Micol Modica, Marta Bertolotti.
Giudice di Linea: Franz Di Maggio
Assistenti al giudice di linea: Laura Ferrante e Gloria Franzini